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"Cucciola... anzi.. cucciole...?!?" Sussurrò piano Ivan,sedendosi sul letto accanto a me. Aprii piano gli occhi e gli sorrisi. "Che ore sono?" - "Le sei. Ero venuto anche una ventina di minuti fa ma ho preferito lasciarvi riposare." scostai le coperte e spostai lo sguardo verso Silvia. Ancora dormiva. Mi avvicinai e le accarezzai il viso dandole un leggero bacio sulla guancia. Non si sarebbe di certo mai dimentciata di una cosa del genere. Chissà quando sarebbe tornata la Silvia di sempre,quella stravagante e ubriaca,la stessa che faceva battute fuori luogo o si comportava in modo imbarazzante nei locali pubblici. Insomma,la nostra Silvia.
Vidi che piano piano si svegliò anche lei. Mi sorrise e sembrava star meglio. "Silviuccia come stai?" le chiesi. "Scossa ma bene." sbuffò. "Sto pensando a Paul. Ha saputo?" e questa volta guardò Ivan. Lui alzò le braccia e mostrando un simpatico ghigno le rispose,"Paul arriverà qui fra mezz'ora!" - "Che cosa??" Balzò giu dal letto e corse subito in bagno ad aggiustarsi. Io e Ivan ci guardammo soddisfatti. Almeno una cosa che la distraeva l'avevamo trovata!. Dopo nemmeno cinque minuti si sentì un "Aaaaaah!" provenire proprio dal wc. Ridemmo entrambi e Ivan mi disse, "Questa scena già l'ho vista! Dai vai tu che di sicuro el sarà andato il make up di traverso o la piastra non si sarà scaldata a sufficenza" - "Bè come minimo stiamo ritrovando lo spirito giusto,no?" E sorridendomi mi accarezzo il viso. "Ti sei ripresa?" - "Un pò, grazie. Mi ha fatto bene riposare." Dopodichè corsi da lei. Bussai. "Silvia che succede,tutto okay?" - "Non è okay neanche per sogno!Entra e guarda tu stessa!" Mi accinsi ad afferrare la maniglia ma a quanto pare mi precedette e spalancò la porta,infatti sussultai. "Guarda che capelli,guarda!" risi. "Ma che cos'hanno?" - "Sono troppo piatti!" Risi ancora. "Troppo piatti? Ma come! Eri tu quella che li voleva piastrati di un liscio perfetto,no?" - "Si ma ho cambiato idea. Li voglio più voluminosi come...uhm,come.. ecco,come i tuoi!" - "I miei? Ma mi sono appena alzata dal letto!" - "Lo so. Ma c'è un modo per gonfiarli?" e qui la presi in giro. "Bè potresti provare a soffiarci sopra oppure ad usare.. uhm,hai presente quell'oggetto a corrente con tre pulsantini che emana aria calda o fredda fatto proprio apposta per i capelli??" - "No,quale?" - "Ahahahahaha scema,te li faccio io col phon!" - "Ah e dimmelo prima!" Si fecero le sei e venticinque spaccate prima che uscissimo dal bagno. "Wow che le hai fatto una permanente?" esclamò Ivan. Silvia in tutta risposta gli fece una pernacchia. "No coglioncello,Giadina me li ha fatti voluminosi" - "Ah voluminosi eh! Ma brava!" e si diedero qualche pacca l'un l'altro. "Sono contento di vedere che ti stai riprendendo" - "Bè,in qualche modo devo reagire. E poi mi voglio rendere utile, Una volta trovato il bastardo lo farò a polpette io stessa!" gli rispose con aria fiera. Lui si irrigidì. "Certo.Come farebbero tutti" e guardò fuori dalla finestra. Bussarono alla porta. Finalmente era arrivato Paul. Come spalancò la porta,sembrava come un film muto ( una scena patetica,io e Ivan ce la ridevamo di soppiatto ) Lei fece un enorme sorriso e gli spalancò le braccia senza muoversi. Lui le sorrise a sua volta e le porse dei fiori dirigendosi a passi svelti verso di lei e stringendola forte. Nel frattempo io e Ivan fischiettavamo all'unisono "Love is in the air" e non ci trannemenno dal ridere. Decidemmo di lasciarli soli così prendemmo cappotto e sciarpette varie e uscimmo. "Certo che Silvia si è ripresa in fretta" osservò Ivan. "Eh già,d'altronde ha sempre avuto l'argento vivo in corpo e in anima quella ragazza." Fuori era molto freddo,ma ancora non nevicava. "Tu invece? Stai meglio?" - "Eh,mi sono ripresa. Ho ancora la sensazione di stordimento ma quella è normale. Un pò d'aria non mi farà male. Tanto sono stata anche fuori,prima,quando c'era Ed. " Ivan non disse nulla. Proseguimmo la passeggiata fino ad arrivare a fine strada. "In questo punto non c'è nulla di particolare. Vorrei proporti una cosa." Mi chiese in tono sarcastico ma anche molto dolce. "Spero non il locale di Paul! Ci abbiamo messo troppo tempo per andarci,è lontano!" rise . "Ma no per carità Paul mi basta già nel nostro residence. Volevo proporti di andare sulle rive del fiume Senna. Ti andrebbe?" restai meravigliata. Non è che mi sia mai capitato di fare tutte queste grandi passeggiate ai fiumi! Quindi non rifiutai affatto e chiamammo un taxi. Giunti presso una parte della sponda,trovammo una panchina dove ci sedemmo e continuammo a chiacchierare. Iniziai io,anche se detestavo rompere quella pace che stava rilassando entrambi. "Sai,delle volte tutto questo mi sembra assurdo.Sembra come se non stesse accadendo a me e vorrei tanto volermi svegliare per poter dire che è stata soltanto puro frutto della mia immaginazione." sospirò . "Anche io. Ma soltanto perchè detesto vedere gli amici,in particolare tu,in difficoltà e saperli in situazioni difficili." - "Lo so. Sei sempre stato molto protettivo,e te lo ripeto,sei come un fratello per me. " gli schioccai un bacio sulla guancia. "Chissà Silvia che starà facendo in questo momento." provai a chiedergli. Lui si mise a ridere e la sua risata aperta non faceva intendere nulla di buono o per lo meno,nulla di sano. "Sei un perverso! -risi anch'io - Ma daaai ma saranno anche cavoli loro!" - "Sei tu che l'hai chiesto!" - "Ma il mio era un banale pensiero senza doppi sensi!" e continuamo per breve. Poi ci alzammo e riprendemmo a camminare. Ormai i brutti pensieri erano stati scacciati e finalmente stavamo tornando più forti di prima,pronti per reagire. Edoardo era nello studio del sign.Scarpable intento nel leggere alcune carte assegnate con molte forse troppe coordinate da seguire. "Ma è impossibile! Se copriamo l'epicentro A con quattro uomini in copertura, quello B resterà coperto da soli due uomini e non ne parliamo nemmeno del k4!" Il k4 era totalmente preoccupante. Ma lo precedeva,come d'ovvio,l'epicentro A. Altrimenti non si sarebbe chiamato nemmeno A. Il k4 era situato a nemmeno un paio di kilometri dal residence e non andava sottovalutato dopo lo spiacevole avvenimento. "Lo so ma ci sono troppi pochi uomini e dimentichi la soffiata dell'epicentro A e per ora quello mi interessa." - "Senta. Convochi immediatamente tutti gli uomini che vuole ma io posso rischiare una vita sola perchè purtroppo non ne ho abbastanza da potermi dividere! Mi occorre personale e per di più armi! Servono armi!" - "Comprendo il suo dilemma,Masoretti,ma ha pensato a quali uomini potrei convocare? L'armata russa? O direttamente quella americana?" - "Non sono in vena di battute,capo. Se non vuole fornirmi ciò che io richiedo per portare a termine una questione delicata come questa,farò da solo. Arrivederci." e uscito dalla stanza dopo aver sbattuto la porta alle spalle,si recò nella prima cabina telefonica. "Merda! Non ho nemmeno più soldi nel cellulare. Lavoro del cazzo,non mi passano neanche il telefono senza costi per le chiamate. E certo,quello è riservato a Scarpable,che poi vorrei vedere io,quali chiamate farà mai! Chiamerà l'armata russa? Quella americana?" e continuò il suo monologo imitando con smorfie varie il suo capo. Squillò il mio telefono. Non mi sorprese affatto vedere il suo nome sul display. Risposi. "Giada dove sei?" - "Sono al fiume con Ivan. Silvia è a casa con Paul." - "Ti raggiungo là. Restate li arriverò a momenti." e riagganciò. Sembrava piuttosto iroso. Bè,aveva lasciato la riunione a metà,aveva urlato al cuo capo,era stato completamente ignorato ma doveva comunque portare a termine la "missione" .Sarei stata parecchi oarrabbiata anch'io. "Che ha detto,Ed?" chiede Ivan. "Che ci sta raggiungendo e non dobbiamo muoverci." s'irrigidì. "E perchè?" - "Non lo so ma sembrava parecchio nervoso.Meglio fare come dice!" - "Certo.Agli ordini" mi rispose sogghignando,ma aveva un non so chè di strano. "Sento che sarà un bel capodanno." ironizzò,ma si leggeva un velo di tensione nei suoi occhi. Capitavano quei momenti in cui non lo riconoscevo,in cui non sapevo cosa avesse in mente,e delle volte avrei preferito sicuramente saper leggere nel pensiero. Mentre facevo questo tipo di riflessioni,non risposi e attesi l'arrivo di Edoardo ma Ivan mi sorprese. "Io me ne vado. Ti accompagnerà Edoardo?" e si alzò di scatto. Mi alzai anch'io. "Ma si può sapere cos'hai?" ero piuttosto tranquilla ma nello stesso tempo preoccupata,e ciò non gli sfuggì. "Tranquilla,ma forse è meglio che parlate voi due soli, non trovi?" e sorrise. Sentii il rombo tipico della macchina di Edoardo ed esclamai:"Troppo tardi!" Ed scese di corsa dall'auto e si catapultò di fronte a me,mi prese le mani e mi diede un bacio. Il tutto avvenne in meno di dieci secondi. Si leggeva sul suo volto la preoccupazione ma anche un pò di speranza. "Sarà meglio che io vada." disse Ivan. "No. Resta qua. " rispose gelido Edoardo. Lo guardai un pò stordita. "Sarà meglio che ci sediamo. E dico tutti" Ivan sembrava tremare ma cercava comunque di darsi un pò di pace ma a quanto pare il suo nervosismo non passò inosservato. "Ivan voglio una spiegazione. E la pretendo da amico." - "Ma si può sapere,Ed che ti prende?" - "Giada,per favore. Non t'immischiare." - "E perchè mai,scusa?" - "Non sono cose che ti riguardano." - "Si invece!Ivan è come un fratello per me!" - "Giada sta zitta un attimo!" tacqui per un pò."Sei uno stronzo!" mi alzai e me ne andai. Non so dove,non so come ma mi alzai e iniziai a correre lontano alla ricerca di qualche taxi per tornare da Silvia,anche se sapevo che quasi sicuramente l'avrei disturbata. "Ma ti sei impazzito,ma che vuoi da me?!?" disse Ivan. "Senti. So che in questa faccenda ci sei in mezzo. Voglio aiutarti." -"Ah si? E pensi di aiutarmi comportandoti da sbirro e cacciando in quel modo Giada? Sai,è importante anche per me!" - "Bene. Con lei mi chiarirò più tardi e le porgerò le dovute scuse.Riconosco di essere stato scortese.Ma ora ti prego,per l'amor del cielo,parla!" Ivan respirò a fondo e sembrò più tranquillo. "Si chiama Morgan. Il cognome non lo so. Tutti lo chiamano diabolik,perchè sa sempre come raggiungere una scappatoia per evitare i guai." - "Per guai intendi.. noi?" - "Si. Intendo voi." - "Continua pure." - "Diabolik ricicla denaro sporco. E' uno strozzino di quelli grossi e ammazza chiunque non lo paghi dopo un limite di due giorni. E' un tipo serio. Peccato però che... mi aveva minacciato. Se non lo coprivo io avrei fatto la stessa fine di quel poveraccio col suo bambino. " - "Come cazzo l'hai conosciuto,Ivan?" - "E' l'ex fidanzato di mia cugina. A lei tengo moltissimo. Quando ho saputo che nonostante l'avesse lasciato lui continuava a minacciarla.Mi aveva detto che faceva lo strozzino ed era un delinquente così io non ci ho visto più e sono andato da lui. Però prima di passare alle armi abbiamo trattato. Soldi in cambio del silenzio. Io stupidamente ho accettato e ho dato tutti i suoi soldi a mia cugina,che non ne possiede molti. Successivamente assistii ad una specie di massacro,uccise una donna col suo compagno dopo averli picchiati a sangue ma lo è venuto a sapere soltanto dopo. Si rifece vivo. Quellaa situazione non gli andò giù e ha tentato di uccidermi poichè nessuno aveva mai osato contraddirlo e la vittima non era il suo ruolo. " Si fermò. Sembrava piangesse ma non si perse d'animo. "La sitauzione si era completamente rovesciata,merda! Avevo un coltello puntato alla gola che altro potevo fare? Ho lasciato stare tutto e ho accettato di coprirlo,in un certo senso. Non dovevo fare il suo nome in nessun caso!" Edoardo gli mise una mano sulla spalla come per incoragiarlo. "Ma io non c'entro niente! Con l'omicidio io non c'entro niente! Però mi ha chiamato non appena aveva sparato e mi aveva detto che sapeva dove ero e soprattutto che l'avevo visto in flagranza,per l'ennesima volta! Non dovevo dire nulla o... o anche Giada ci avrebbe rimesso!.. Tutto perchè è la tua donna,quella di un mezzo sbirro amico mio!" Edoardo s'impietrì. "Mi serviva la tua testimonianza. Sapevo avesse mirato anche lei. E lo sai perchè? Perchè hai ragione,è colpa mia! Sta con uno come me!" si mise le mani fra i capelli. "Merda!Ma perchè non hai parlato prima! Non avrebbe sospettato se avessi parlato con me!" - "Cazzo,Edoardo ma è così difficile da capire?? Anche adesso sto rischiando la mia vita!E per di più sto anche rischiando quella di Giada!" - "Giada. Oddio dov'è Giada? " - "Immagino sia tornata al residence." - "Provo a chiamarla." Fece due o più squilli ma il mio telefono era morto. Modificato 1 volte. Ultima modifica del 10/02/2010 18:29 di _Gyada_.
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